Colori e Musica – Personale di Aldo Lanciano in mostra a Firenze presso il palazzo del Consiglio Regionale della Toscana fino al 18 Ottobre 2013

Aldo Lanciano interna jpeg intera

Lo scorso venerdi 4 Ottobre ho avuto il grande piacere di presentare, insieme al Vice Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Giuliano Fedeli, Colori e Musica, la mostra dell’artista milanese di origini toscane Aldo Lanciano. Il percorso espositivo e’ dedicato all’associazione tra due sensi, la vista e l’udito, che nei dipinti di Aldo Lanciano si fondono in un tutto armonico e seducente.

Il piano visivo, che attraverso il sapiente uso del colore suggerisce la profondita’ della scena e crea l’illusione di un’inattesa prospettiva come in un’opera cubista, si intreccia con la suggestione del piano sonoro in una sorta di sinestesia espressiva.

La Sinestesia – accostamento di diverse sensazioni provate simultaneamente – e’ una figura retorica di contenuto assai utilizzata nella poesia ermetica del ‘900, cosi’ come dai poeti simbolisti di fine ‘800: a questo proposito si ricordano L’urlo nero di Quasimodo, Il Silenzio Verde del Carducci, L’odore di fragole rosse e Il pigolio di stelle del Gelsomino Notturno di Pascoli.

La tematica del percorso espositivo puo’ essere sintetizzata, a mio parere, con questa espressione: Aldo Lanciano sente il colore e dipinge la musica.

L’uso del colore e’ espediente per rompere l’oggettivita’ dei piani nel dipinto, il primo piano si confonde con lo sfondo e con il piano medio, mentre lo strumento musicale contiene gia’ di per se’ molteplici sfere sensoriali: l’immagine, l’evocazione del suono e la sensazione olfattiva.

Quello che conta non e’ l’opera in se stessa, che esiste in maniera univoca, ma piuttosto il dipinto che viene fuori dal processo di osservazione dei singoli elementi, i quali si ricompongono come in un puzzle. Lo studio attraverso lo sguardo dell’osservatore ricostruisce il dipinto.

Colori-e-musicaIn Colori e Musica le nuances del giallo oro e dell’ocra si mescolano con i toni freddi dei viola, mentre la tavolozza e i tubetti di colore, attrezzi da lavoro dell’artista, si ricompongono sulla tela dando vita agli strumenti musicali e al pentagramma in una sorta di assemblage cromatico.

Questo passaggio richiama una similitudine: La composizione figurativa evoca la composizione musicale; l’arte, la musica, la tecnica pittorica e il gioco cromatico generano un componimento armonico e armonioso.

La similitudine evolve verso una maggiore profondita’ di significato, poiche’ il colore e’ vibrazione come lo e’ la nota musicale e Aldo Lanciano ha la capacita’ di percepire la tonalita’ al pari della lunghezza d’onda del suono. In tutti i suoi dipinti intitolati Composizione e Colori e Musica ritroviamo la continuita’ del racconto di accordo e conciliazione tra immagine e sonorita’.

La terza protagonista delle opere, ovvero la forma, e’ espressa attraverso la plasticita’ della figura femminile: la donna rappresentata da Aldo Lanciano e’ insieme matriarca – come ricordato nel bellissimo testo critico di Dino Campini che accompagna il catalogo della mostra –, figura materna e delicata presenza nel mondo interiore dell’artista

Attraverso il suo racconto pittorico si percepisce tutta l’essenziale e rispettosa emotivita’ dell’uomo Aldo Lanciano, come ricordato dal Presidente Giuliano Fedeli, che ne restituisce un’immagine della donna delicata e inviolata, ne racconta una presenza gentile e piacevolmente in assonanza con il contesto, che sia un interno o un esterno, e soprattutto ne da’ una rappresentazione piena di riguardo, contrapposta alle immagini sguaiate della cronaca.

La forma prende le sembianze della femminilita’.

Le forme generose e corpulente, le spalle rotonde, la posizione della testa inclinata su un lato rimandano ad una atmosfera sognante e di calma attesa: tutto il mondo ritratto da Aldo Lanciano sembra avvolto in una dimensione assorta e meditativa, talvolta in costrasto stridente con la vivacita’ nell’uso dellle tinte, spesso colori primari densi e saturi.

?????????????????

La consistenza e la densita’ del colore, dall’aspetto smaltato e lucente, ricordano la maiolica delle botteghe fiorentine quattrocentesche: proprio gli studi dell’artista, che si e’ formato a Pistoia e che in questa citta’ ha seguito un corso di ceramica, riaffiorano attraverso il suo modo di percepire il colore maiolicato come cromia assoluta.

Aldo Lanciano interna (3)I blu cobaldo e i rossi carminio e amaranto ricordano le annunciazioni dei maestri del rinascimento, il giallo sabbia, il marrone chiaro e il beige olivastro rimandano alle suggestioni dei paesaggi metafisici, spesso elaborati collage di frammenti e decori provenienti dalla memoria dell’artista.

Queste ultime tonalita’ sono dominanti nella figura femminile in Dolce Attesa, in cui il senso di calma contemplazione rimanda a una dimensione di sognante aspettativa: il rosso aranciato dell’abito e le spalle dolcemente rotonde in Una sera d’estate evocano la fisionomia di una madonna di Raffaello, come contemporanea Madonna del Cardellino.

I riferimenti pittorici ai grandi maestri del passato e del novecento sono numerosi, sebbene Aldo Lanciano superi presto le suggestioni dei suoi riferimenti per elaborare uno stile personale e distintivo.

La placida posizione inclinata su una spalla della testa della donna rievoca un capolavoro come Le Rêve di Picasso, in cui la figura femminile seduta tiene le mani in grembo; in moltissime opere in mostra le braccia della donna accolgono invece dei frutti in segno di fecondita’ e generosa prodigalita’, oppure sorreggono un tenue fiorellino, come simbolo di purezza e delicatezza.

la-reve-picasso

Il carattere stilistico di molte sue composizioni, rimandano alla tecnica cubista di Picasso e Braque, pur non avventurandosi mai oltre la linea dell’astrattismo, ma rimanendo ben consapevolmente in ambito neo-figurativo, perfezionato dall’artista che mantiene la forma inalterata, ma semmai le fa acquistare potenza grazie alla forza del colore e della maestosita’ delle dimesioni.

Leger_Le_dejeuner_1921

Se nel bellissimo Le Amiche si intravede una reminescenza delle donne di Léger in Petit Déjeuner, le due figure assorte in conversazione in contrasto con le bande concentriche di giallo-arancione che abbagliano la scena nello sfondo, ribadiscono la lucidita’ e la novita’ espressiva dell’artista.

Le-amiche-2 resized

Una ultima suggestione e’ rappresentata dall’uso simbolico della tenda in alcuni suoi dipinti come La tenda rossa e Composizione con fruttiera, in cui l’espediente del tendaggio svela la vista su un paesaggio in secondo piano o sull’azzurro del cielo, suggerendo profondita’ e superamento della scena principale.

Nelle minuziose ricostruzioni degli interni domestici dei pittori olandesi del secolo d’oro’ la presenza della tenda rimandava alla pittura come finzione, che mette pero’ in scena il vero, quindi rappresentazione della verosomiglianza: nel nostro caso l’elemento decorativo ci introduce all’intimita’ di un interno, probabilmente lo studio dell’artista, o a paesaggi a lui familiari e che fanno parte delle sue esperienze personali.

donna che legge una lettera

In tutte le sue opere infatti prevale il racconto dei propri luoghi amati, dagli scenari mediterranei, ai fondali marini, fino agli spazi piu’ intimi del proprio studio di artista e della propria vita interiore.

2013-10-04 16.58.57

Opening Venerdi 4 Ottobre 2013 – ore 17
Palazzo Panciatichi – Piano primo
Via Cavour 4 – Firenze
5 – 18 Ottobre 2013
Lunedi – Venerdi ore 14 – 18
RSVP:
+39 331.5216741
logo blu (160x75)
Advertisements